SALUBER informa: Topi nel deposito del cibo, l'Asl chiude azienda dolciaria                                    Pasta con larve, il pranzo è servito                                    Pasta con larve, il pranzo è servito                                    Venezia. Tribunale, topi divorano il fascicolo: salta l’udienza                                    Il tubo del metano mangiato dai topi                                    ZANZARE, CIMICI, TERMITI: GLI INSETTI TORNANO IN CITTA'                                    RAGNI A BORDO                                    GROTTAGLIE COME PIAZZA SAN MARCO A VENEZIA, TROPPI PICCIONI E TANTI PROBLEMI PER I CITTADINI                                    Standardizzato il monitoraggio degli insetti delle derrate                                    Tignola o scarafaggio? Il rebus nella pizza di Milano Ristorazione                                    Invasione di vespe e calabroni                                    Gb padre trova un topo morto nel pane a fette                                    Il concerto del tenore Carreras sul tetto del Duomo rovinato dalle punture                                    Dà la caccia allo scarafaggio con l'alcol e incendia la casa                                    Orrore nel Brindisino - anziana malata a letto assalita dalle formiche                                    
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Topi nel deposito del cibo, l'Asl chiude azienda dolciaria



Brescia, 9 marzo 2012 - L’Asl di Brescia ha messo i sigilli ad un’industria dolciaria situata nella zona sud della città al termine di un’indagine condotta in collaborazione con i carabinieri del Nas. Nei locali sono state rilevate una situazione di forte degrado strutturale e gravi carenze igienico sanitarie tali da portare all’immediata sospensione della produzione, alla chiusura dello stabilimento, e al sequestro di una considerevole quantità di merce.

Di particolare gravità è stata la scoperta della presenza di topi nel deposito delle materie prime utilizzate per la produzione, e di una notevole quantità di escrementi di roditori, sia sulle materie prime stesse, che sulla pavimentazione lungo le pareti di tutto lo stabilimento.

11 tonnellate di zuccheri, farine, coadiuvanti sono state poste sotto sequestro giudiziario; in via preventiva è stato inoltre sequestrato l’intero quantitativo di prodotto finito, pari a centinaia di bancali di croissant stoccati in un magazzino interno allo stabilimento e pronti per la vendita ai centri di distribuzione.

Durante gli accertamenti estesi al perimetro esterno dell’azienda dolciaria i tecnici dell’ASL hanno riscontrato la presenza sul terreno di liquami provenienti dalle fosse biologiche della struttura, utilizzate per raccogliere gli scarti di produzione. Tali liquami avevano inquinato un fossato adiacente alla massicciata ferroviaria, provocando odori nauseabondi e un ambiente favorevole alla proliferazione di animali infestanti. E’ stata pertanto avvertita l’Arpa di Brescia che ha eseguito campionamenti dei liquami per le analisi di laboratorio. Sono tuttora in corso approfondimenti sull’intera filiera produttiva, anche finalizzati all’adozione di ulteriori provvedimenti e alla quantificazione delle sanzioni amministrative che verranno comminate al titolare della ditta dolciaria. Il proprietario sarà denunciato all’autorità giudiziaria per aver detenuto all’interno dello stabilimento generi alimentari contaminati da escrementi di roditore; dovrà infine eseguire la bonifica dell’area esterna inquinata dai prodotti di scarto di produzione. http://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/2012/03/09/678619-topi_deposito_cibo.shtml































































































































































































































































 
































































Pasta con larve, il pranzo è servito




Nelle scatole e nei sacchetti di pasta, pane e riso per il pranzo di Natale c'erano larve e lepidotteri. Circa 30 chili di carne e pasta fresca erano scaduti da diversi giorni. Per questo l'Asl di Brescia



La pasta con farfalle e vermiLa pasta con farfalle e vermi

ha chiuso, nella serata dimercoledì 21 dicembre l'azienda agricola Boschi, noto agriturismo della Franciacorta, ad Erbusco, con centinaia di coperti. La struttura, che comprende anche l'omonima azienda vitivinicola (il cui vino è commercializzato su tv e internet) si stava preparando ad accogliere centinaia di persone non solo per il pranzo di Natale, ma anche per il cenone di San Silvestro. Gli alimenti avariati sono stati inviati al laboratorio di Sanità Pubblica di Brescia, che individuerà le specie infestanti. Il referto verrà trasmesso alla Procura di Brescia: la titolare dell'agriturismo rischia, infatti, una denuncia all'autorità giudiziaria. Dovrà anche pagare una multa di 5 mila euro.


 



Il noto agriturismo è annesso ad un’azienda vitivinicola della Franciacorta, con cantina di invecchiamento del vino attigua. Gli ispettori dell'Asl 4 di Chiari-Palazzolo hanno rilevato gravi carenze igienico sanitarie, oltre che la presenza massiccia di animali infestanti negli alimenti in uso all’attività. I tecnici dello Psal hanno ispezionato anche la cantina adibita all’invecchiamento del vino, rilevando rischi per la sicurezza dei lavoratori, in quanto le cataste che sorreggevano le centinaia di migliaia di bottiglie di vino presenti erano sostenute da un manufatto non conforme alla normativa sulla sicurezza. E’ stato pertanto inibito l’utilizzo di una porzione della cantina.



Redazione Online22 dicembre 2011 (modifica il 30 dicembre 2011)© RIPRODUZIONE RISERVATA






 


Pasta con larve, il pranzo è servito




Nelle scatole e nei sacchetti di pasta, pane e riso per il pranzo di Natale c'erano larve e lepidotteri. Circa 30 chili di carne e pasta fresca erano scaduti da diversi giorni. Per questo l'Asl di Brescia



La pasta con farfalle e vermiLa pasta con farfalle e vermi

ha chiuso, nella serata dimercoledì 21 dicembre l'azienda agricola Boschi, noto agriturismo della Franciacorta, ad Erbusco, con centinaia di coperti. La struttura, che comprende anche l'omonima azienda vitivinicola (il cui vino è commercializzato su tv e internet) si stava preparando ad accogliere centinaia di persone non solo per il pranzo di Natale, ma anche per il cenone di San Silvestro. Gli alimenti avariati sono stati inviati al laboratorio di Sanità Pubblica di Brescia, che individuerà le specie infestanti. Il referto verrà trasmesso alla Procura di Brescia: la titolare dell'agriturismo rischia, infatti, una denuncia all'autorità giudiziaria. Dovrà anche pagare una multa di 5 mila euro.


 



Il noto agriturismo è annesso ad un’azienda vitivinicola della Franciacorta, con cantina di invecchiamento del vino attigua. Gli ispettori dell'Asl 4 di Chiari-Palazzolo hanno rilevato gravi carenze igienico sanitarie, oltre che la presenza massiccia di animali infestanti negli alimenti in uso all’attività. I tecnici dello Psal hanno ispezionato anche la cantina adibita all’invecchiamento del vino, rilevando rischi per la sicurezza dei lavoratori, in quanto le cataste che sorreggevano le centinaia di migliaia di bottiglie di vino presenti erano sostenute da un manufatto non conforme alla normativa sulla sicurezza. E’ stato pertanto inibito l’utilizzo di una porzione della cantina.



Redazione Online22 dicembre 2011 (modifica il 30 dicembre 2011)© RIPRODUZIONE RISERVATA






 


Venezia. Tribunale, topi divorano il fascicolo: salta l’udienza




Sembra quasi di essere tornati tra i banchi di scuola, quando, per evitare di beccarsi un brutto voto si usava la più classica delle scuse: «Me l’ha mangiato il cane». Questa volta però non ci troviamo tra i banchi di scuola ma tra i banchi del tribunale e ad aver mangiato i “compiti” non è stato un animale domestico, ma bensì le famose pantegane che si aggirano per i canali di Venezia.



Il procedimento civile, iniziato nel 2000, che ha come protagoniste due aziende, una padovana e una veronese, avrebbe dovuto portare il 26 settembre scorso ad una sentenza definitiva, dopo la prima del 2005 e il primo processo d’appello nel 2006. Le parti si sono quindi trovate in aula davanti al giudice, pronte ad ascoltare la decisione, invece hanno ottenuto solo un comunicato che decretava l’impossibilità di proseguire con il processo, in quanto i topi avevano divorato quasi l’intero fascicolo del caso.



Il giudice, dopo aver indicato ai legali le parti del fascicolo da ricostruire, ha deciso di mettere la faccenda sull’ironia: «Bisognerebbe seguire un corso di derattizzazione». A innescare la controversia legale era stato, 11 anni prima, il pagamento della stampa di un catalogo e ora l’unica cosa certa riguardo il processo è la data della prossima udienza: il 5 dicembre.

03 novembre 2011 - Il secolo XIX.it

| Fabrizio Paolino

Il tubo del metano mangiato dai topi




La tragedia di Isorella è stata causata da un topo. Gianni Medini, 64 anni e la moglie Anna Pedrini di 58, sono morti sabato nell'esplosione della loro casa perchè un topo ha rosicchiato il tubo del metano. Gli animali hanno danneggiato la canna che porta il metano dall'impianto esterno alle tubature collegate al fornello nell'abitazione di via Umberto I, al numero 3. È questo il risultato a cui sono arrivati i Vigili del fuoco che hanno controllato l'intero impianto dell'abitazione.

IL TUBO IN GOMMA, come appurato dai vigili del fuoco che consegneranno oggi al sostituto procuratore Ambrogio Cassiani il loro rapporto finale, è stato installato nel 1994 e da allora, stando alle verifiche, non sarebbe stata effettuata alcuna manutenzione e controllo. Nel tubo i Vigili del fuoco hanno trovato un buco piuttosto ampio, con evidenti segni di morsicatura. E i Vigili del fuoco hanno anche trovato aperto il rubinetto di sicurezza del gas, i due coniugi si erano coricati senza chiuderlo. Nel corso della notte, dunque, dal foro praticato dai topi è uscito il gas che ha saturato l'ambiente, la donna si è alzata presto il mattino e come era sua abitudine è scesa dalla camera da letto al pianterreno per accendere una sigarettta. L'aria era talmente satura di metano che la scintilla ha fatto esplodere tutto. L'esplosione ha letteralmente squarciato l'abitazione; ai soccorritori è apparso un quadro devastante, la casa un ammasso di macerie, con cavi e suppellettili affacciate sul vuoto. Solo un miracolo ha evitato che la violenza dell'esplosione non trascinasse con sè le case attaccate all'abitazione della famiglia Medini.

Wilma Petenzi    - Bresciaoggi.it - 9/08/2011

ZANZARE, CIMICI, TERMITI: GLI INSETTI TORNANO IN CITTA'


Zanzare, cimici e termiti : Gli insetti tornano in città

Moltiplicati dai condizionatori, ecco come conviverci Porte sbriciolate: «Un milanese ci ha chiamati: ha aperto la porta finestra e gli si è sbriciolata in mano. Termiti»

MILANO - Subdole e invincibili, le zanzare tigre guidano l'esercito degli insetti che stanno invadendo le città. Acquattate nell'erba troppo cresciuta di parchi e giardini, attaccano quando il sole è caldo e gli umani sono distratti e indifesi. Le loro uova, disseminate nei luoghi più improbabili, capaci di resistere un anno intero all'asciutto e al gelo, a contatto con la prima occasionale pozza d'acqua, ricordo di un temporale o raccolta in un sottovaso, si schiudono. Gli esperti sono concordi nel metterle al primo posto tra le emergenze dell'entomologia urbana. Ma anche tra quelle sanitarie, perché potenziali vettori di malanni alieni per il mondo occidentale, dalla febbre gialla al Chikungunya. Sola difesa, repellenti al posto della crema di bellezza. «Se non vogliamo essere sopraffatti, dobbiamo tornare noi alla natura, smettere di vivere con il mito del condizionatore d'estate e del troppo caldo d'inverno. Per gli insetti le nostre case rappresentano l'eterna primavera», dice Luciano Suss, docente alla facoltà di Agraria di Milano e autore del libro Gli intrusi dedicato agli insetti urbani infestanti. La natura si riprende le metropoli. Da tempo falchi, nutrie, scoiattoli e anche volpi - uno zoo intero è nascosto tra i palazzi - hanno capito che le città sono oasi sicure, meglio ancora riserve, dove proteggersi da chi li caccia e sfamarsi. I gabbiani volano lenti sulle discariche come a plo d'acqua. I falchi pellegrini colonizzano gli stadi e fanno i nidi in cima ai grattacieli, lanciandosi in picchiata a 300 chilometri orari artigliando altri piccoli volatili. Come loro, gli insetti. Seicento e passa specie se ne contano nelle realtà urbane, dal Nord al Sud. «Poche, se pensiamo che se ne conoscono oltre un milione». Piccoli, spesso invisibili come le cimici da letto, o capaci di travestimenti come la tèrmite che si «mimetizza» da formichina volante, sono ignorati finché l'invasione non è compiuta. C'è una seconda emergenza nell'agenda degli entomologi, che domani si riuniscono a Genova per il meeting annuale: quella delle cimici da letto. «Ci vuole poco, un lungo viaggio in un treno notte, si intrufolano in una piega della valigia, entrano nelle case o negli alberghi. O saltano da un vecchio materasso lasciato per strada all'auto parcheggiata. Te ne accorgi quando ti hanno punto. Due, tre ponfi uno accanto all'altro. Ma ormai c'è una colonia», continua Suss. Liberarsene è allora lavoro da professionisti. E perché non prevenire con una spruzzata di insetticida sulla valigia? Le mosche sono scomparse dalle grandi città. Quasi tutte. «Di quel che sarà dove lasciano i rifiuti per strada non oso pensare - dice ancora l'entomologo -. Il conto si farà tra un po'». Si sa già, invece, cosa accade dove i pappataci, che sembrano moscerini ma pungono come zanzare, incontrano i randagi, in molte città del Sud. «E trasmettono la filaria agli umani come ai non umani, con il cane a fare da ospite intermedio». La cura è nota. Ordine e pulizia. Poco preoccupa al confronto la popolazione crescente di tignola fasciata, la farfallina bulimica, che si nutre di tutto, dai cioccolatini al riso, o la tarma dei tessuti. Poco, rispetto all'altra farfalla, la Licenide del geranio, arrivata dal Sudafrica con il commercio di talee e ormai diffusa ovunque nel Belpaese: scava gallerie nei fusti dei gerani e i bruchi corrodono le foglie. O come la Cerambice dalle lunghe antenne, contro le quali le Regioni allertano la popolazione, perché ogni albero intaccato dai piccoli mostri venuti dalla Cina va abbattuto e incenerito. Altra cura non c'è. Ed effetto della globalizzazione delle merci - così uova e larve compiono le traversate del globo - nelle retrovie di questo esercito di minuscoli esserini apparire lo Scleroderma domesticum. «Parassita del tarlo. Un affarino che punge brutalmente e sta diventando nelle nostre città una malattia professionale di antiquari e restauratori», conclude Suss. Squilla il telefono. Risponde. Un assistente fa rapporto. «È un signore qui di Milano, quartiere Gallaratese, bella casa, bel giardino. L'altro giorno ha aperto la portafinestra e gli si è sbriciolata in mano». Tèrmiti. Nel dopoguerra era stato organizzato un Comitato di lotta antitermitica, finanziato dal governo. «Ci sono da sempre in Italia, come nel mondo. In natura hanno un compito preciso, degradare la cellulosa. Ma se si trasferiscono in città, diventano incompatibili. Non dobbiamo illuderci. Se non vogliamo perdere la battaglia contro questi mostriciattoli, serve conoscenza e prevenzione».

Paola D'Amico   12 giugno 2011   FONTE : http://www.corriere.it del 12/06/2011































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































RAGNI A BORDO




Ragni a bordo, ritirate 65 mila Mazda

Rischio incendio a causa di una possibile infestazione di ragnatele nel sistema di alimentazione delle vetture



MILANO - A causa di una possibile infestazione di ragni nel sistema di alimentazione delle vetture, la Mazda è stata costretta a ritirare più di 65 mila veicoli (50 mila Mazda6 negli Stati Uniti, fabbricate tra l'8 aprile del 2008 e l'8 febbraio 2010 e i restanti 15.000 veicoli in Messico, Canada e Porto Rico).



NEL SERBATOIO - «Un particolare tipo di ragno può tessere la sua ragnatela in una parte del serbatoio e ciò può causarne un malfunzionamento», ha riferito la casa automobilistica giapponese. Il blocco della canalina di ventilazione, ostruita dalle ragnatele, può creare crepe nel serbatoio o addirittura incendi. Finora sono stati segnalati venti casi di ragni nelle Mazda6, ma non è emerso alcun caso di incendio. Le officine ispezioneranno i veicoli e se necessario ripareranno il sistema d'alimentazione. Verrà anche installato un dispositivo per evitare il ripresentarsi del problema.

GROTTAGLIE COME PIAZZA SAN MARCO A VENEZIA, TROPPI PICCIONI E TANTI PROBLEMI PER I CITTADINI


GROTTAGLIE COME PIAZZA SAN MARCO A VENEZIA, TROPPI PICCIONI E TANTI PROBLEMI PER I CITTADINI



Di Mariangela Martellotta



Grottaglie città d’arte, di storia, di tradizioni, delle uve, della ceramica e ecc. ecc.… per questo vorremmo che fosse ricordata da chi la visita e amata da chi ci vive. I problemi però non mancano – come in qualsiasi altro paese un po’ sopravalutato per la sua capacità di “autogestione” – e sarà per accidia, sarà per mancanza di attenzione, i piccoli problemi diventano dei macigni che prima o poi provocano frane irreparabili. Avete mai provato a parcheggiare l’auto nella zona fra Porta San Giorgio, Via Sonnino e la Banca Monte dei Paschi? Se siete fortunati troverete la carrozzeria intatta, ma solo se è un giorno di pioggia. Infatti la popolosa colonia di piccioni, insediatasi ormai da quando le suore Stimmatine hanno lasciato la sede dove risiedeva il loro istituto, cresce di giorno in giorno. Inutili i tentativi di allontanarli dai cornicioni, dalle insegne o dalle nicchie dei muri dove si appostano e a volte nidificano: prima o poi ci ritornano più agguerriti che mai. I pennuti in questione non sono in se pericolosi se non causassero danni collaterali quali l’imbrattamento coi propri escrementi di strade, marciapiedi, auto, muri, arredi urbani esterni e malcapitati passanti!



I piccioni infatti possono trasmettere agli uomini più di 60 malattie causate da virus, batteri e parassiti, per non parlare di pulci e zecche. Contando che nella zona in questione sorge una delle sedi del liceo, oltre che attività pubbliche e turistiche assai frequentate, e avendo constato che i pennuti sono diffusi anche nel resto del centro storico non c’è da stare allegri.



Le immagini parlano da sole: non si tratta di trascuratezza dell’igiene pubblica di un paio di giorni, ma l’ultima disinfestazione pare sia avvenuta in epoca assai remota. Come difendersi? Innanzitutto bisogna chiarire che non ci si ammala solo per il fatto che si vive in una città dove i piccioni sono molto diffusi, la cosa importante è evitare di toccare i piccioni o i loro escrementi e comunque, se ciò avviene, ricordare sempre di lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone.



Anche i nostri amici a quattro zampe possono contrarre infezioni dai piccioni, soprattutto pulci e zecche. Per questo motivo è sempre importante fare indossare all'animale di casa un collare antipulci e antizecche o applicare sul pelo i prodotti specifici antiparassiti. Non dimenticare inoltre che gli escrementi di piccione sono altamente corrosivi: le deiezioni dei piccioni infatti non solo intasano grondaie e simili, ma - contenendo una componente acida arrivano ad erodere progressivamente le strutture architettoniche – danneggiando anche il patrimonio edilizio del centro storico pubblico e privato – , le carrozzerie dei veicoli e gli abiti dei passanti.



E l’Amministrazioni Pubblica come si comporta di fronte al problema dei piccioni? Sarebbe dovere dell’Assessorato che si occupa dell’Igiene Urbana e a quello della Protezione Civile occuparsi di questo disagio. Occorrerebbe cercare di controllarne la proliferazione eccessiva con zone ad alimentazione controllata, sono ad esempio state suggerite speciali voliere che consentano di nutrire in modo adeguato gli uccelli controllandone anche lo stato di salute (probabilmente quello che un tempo veniva fatto dalle suore o da qualcun altro nel quartiere).



E i cittadini intanto come si possono difendere? Cercando il più possibile di ridurre i luoghi di nidificazione dei piccioni. Insomma, non potendo o non volendo ammazzare l’animale – anche perché se pur non trattandosi di una specie protetta si correrebbe comunque il rischio di scontrarsi con la sensibilità delle associazioni animaliste – sarebbe il caso innanzi tutto di cominciare a chiudere soffitte, cavità e buchi dove possano installarsi, ricordando, tra l'altro, che i nidi dei piccioni sono spesso infestati da pulci.



Attendiamo fiduciosi che la fine della stagione si porti via questo problema ma speriamo di non avere il ricambio con una prossima invasione di scarafaggi e blatte, con la presenza di qualche roditore come gli scorsi anni. Intanto non ci sembra che la situazione passi non tanto inosservata e l’augurio per l’attuale o la prossima Amministrazione è che in un futuro, non troppo prossimo, assieme ai tanti piccoli disagi urbani venga annoverato – se non è già stato fatto – anche questo, e soprattutto che venga risolto!



Standardizzato il monitoraggio degli insetti delle derrate




Il 23/09/2010 è entrata in vigore la norma UNI 11381:2010 - Ambienti delle industrie alimentari - Sistemi di monitoraggio degli insetti.





La norma specifica un metodo per progettare e realizzare sistemi di monitoraggio di insetti negli ambienti delle industrie alimentari, per intraprendere azioni e strategie di lotta agli insetti.

Tignola o scarafaggio? Il rebus nella pizza di Milano Ristorazione




MILANO - «Non è un capello ma un crine di cavallo trovato sul gilè...» recitava un simpatico motivetto di Edoardo Vianello negli anni Sessanta. Ai giorni nostri il dilemma capello-crine si sposta sul contenuto dell’impasto della pizza preparata da Milano Ristorazione. Il 13 ottobre, dentro il piatto di un bimbo, seduto al tavolo della mensa della scuola media di via Vivaio, è stato trovato un insetto non bene identificato. Tignola grigia della farina o scarafaggio nero? Milano Ristorazione assicura che l'animale rinvenuto è del primo caso. Ma a molti genitori di bimbi milanesi l'immagine lascia qualche dubbio.



LA VICENDA - La sorprendente «scoperta», fatta da un'insegnante di sostegno, è stata immortalata, dopo un primo balzo all'indietro, con un cellulare. Subito dopo la responsabile della mensa ha provveduto a far portare via tutti i piatti e dopo un po' i bambini hanno potuto mangiare un pasto alternativo: tonno. E allora il dilemma: farfallina delicata, comune dei luoghi di panificazione, oppure una blatta dura e resistente? Nessun dubbio per il presidente di Milano Ristorazione, Roberto Predolin: «Analisi incontrovertibili: farfalla della farina». L'università di Milano infatti sentenzia : «Il corpo estraneo è un adulto di Lepidottero... si ipotizza possa trattarsi di Ephestia Kuehniella cioè la tignola grigia della farina».







Invasione di vespe e calabroni



Invasione di api e vespe. Pompieri impegnati a Firenze e Prato

Quindici interventi in poche ore in strade e parchi di campagna. Nessuna segnalazione di persone punte. Segnalati anche calabroni

Allarme api a Firenze. Una quindicina di interventi e tantissime chiamate questo pomeriggio per i vigili del fuoco a causa di sciami segnalati in più zone della città e in provincia. Intervenuti in alcuni casi anche apicoltori per il recupero delle api. Vespe, api e calabroni hanno assediato anche la periferia di Prato e parte della provincia per tutta la giornata, costringendo i pompieri a intervenire 11 volte. Presi di mira strade di campagna e parchi "sparsi - spiegano i vigili del fuoco - sull'intero territorio". In un caso, "uno sciame di calabroni è entrato in una casa e gli inquilini sono dovuti uscire". I vigili del fuoco hanno presto allontanato gli insetti e, precisano dal comando, "nessuna persona ha riportato punture o ferite".

Le chiamate si sono concentrate "da metà mattinata alle 18". "Non abbiamo segnalazioni di persone punte dagli insetti, anche se il lavoro - concludono i vigili del fuoco - ci ha impegnati senza sosta. E' impossibile infatti prevedere dove api, calabroni e vespe decidono di sciamare".


Gb padre trova un topo morto nel pane a fette





30 Settembre
Gb padre trova un topo morto nel pane a fette
Padre trova topo morto nel pane mentre fa un sandwich per i figli.
Un padre di Kidlington, Oxfordshire, ha trovato un topo morto letteralmente incastrato in una fetta di pane con la quale stava preparando un sandwich per i suoi figli.
Stephen Forse, 41 anni, era già a buon punto con la preparazione del panino quando ha notato un oggetto scuro spuntare dallo spigolo di una delle fette. “Guardando più da vicino – ha raccontato – mi sono accorto che quella cosa era pelosa”. Solo dopo un po’ ha capito di cosa si trattava. Un topo.Il ‘ritrovamento’ è stato documentato da una foto, diffusa dalla AP e da altre agenzie. Inutile dire che non è un’immagine adatta a chi ha uno stomaco sensibile: si tratta di un topolino morto, finito non si sa come in quella fetta di pane. La stampa inglese, dal Daily Mail in poi, ha pubblicato la foto in bella vista all’interno dei suoi articoli. L’immagine ‘incriminata’ è quella qui sotto. Per vederla in dimensioni maggiori clicca qui, ma attenzione: potrebbe impressionare gli utenti più sensibili.
La vicenda non si è chiusa con questa foto, anzi. La confezione di pane nella quale è stato trovato il topo è stata analizzata dagli ispettori sanitari locali. Si tratta di una marca inglese, la Hovis. Il vero nodo di questa vicenda è che Stephen non aveva scelto la confezione da sé: l’aveva acquistata online da Tesco, nota catena di supermercati inglese.
Secondo le analisi, al cadavere del topolino mancava la coda. Un dettaglio che ha fatto inorridere Sthephen: “E se la coda si fosse staccata dal corpo dell’animale per finire in un’altra fetta di pane? Magari una delle fette che io e la mia famiglia abbiamo mangiato ieri”.
Il produttore del pane, la ‘Premier Foods’, è stato multato e dovrà pagare 5mila sterline, circa 6.400 euro, ai quali si aggiungono altre 11mila sterline per non aver garantito gli standard igienici nella loro sede a Sud di Londra.
‘Premier Foods’ è il maggiore distributore di alimentari in Inghilterra e la Hovis è uno dei suoi marchi di punta. Un brutta pubblicità per entrambi.

 

Il concerto del tenore Carreras sul tetto del Duomo rovinato dalle punture



MILANO — A Milano, l’altra sera, centinaia di ospiti per il concerto del tenore Carreras sul tetto del Duomo sono stati tormentati da nugoli di insetti affamati. Niente le ferma. Non l’altezza, a cento metri, tra le guglie della Basilica. Non la disinfestazione avviata dal Comune a metà marzo, con una spesa di oltre 200mila euro. Una lotta scientifica e mirata, dai tombini alle risaie, che però ha rischiato uno stop. Colpa di un bando vinto dalla facoltà di Agraria per il «monitoraggio» (il controllo della popolazione di zanzare durante l’estate) e annullato dal Tar per un ricorso. «Pensare di debellare le zanzare è utopia. Gli interventi sul verde pubblico non possono bastare nelle grandi città. I privati dovrebbero fare la loro parte — spiega Carlo Lozzia, entomologo dell’Università Statale di Milano —. Il monitoraggio, invece, è cruciale per seguire l’andamento della popolazione».



È il loro momento. E lo sarà fino ai primi di agosto.Il caldo umido, che toglie le forze a chi resiste in città, accelera la schiusa delle uova: in sei-otto giorni, la larva diventa zanzara. Per ognuna che muore, trecento in media ne nascono. Cattive, mordaci, fastidiose quelle notturne che si risvegliano a partire dal crepuscolo, pericolose le diurne, le zanzare tigre, vettore potenziale di malattie tropicali che tengono in allerta da giorni i servizi di sorveglianza sanitaria in tutto il Paese.


Dà la caccia allo scarafaggio con l'alcol e incendia la casa



06/06/2010 - PIACENZA - Ha dato la 'caccia' a un grosso scarafaggio in casa e ha tentato di dargli fuoco utilizzando, come combustibile, dell'alcol, ma ha incendiato l'appartamento: panico fra i vicini, due squadre dei vigili del fuoco al lavoro oltre ai carabinieri, appartamento distrutto e giudicato inagibile dai pompieri, padrone di casa all'ospedale in osservazione. E' accaduto a Lugagnano in Val d'Arda, nel Piacentino. Protagonista della vicenda un pensionato romagnolo di 61 anni, che vive nel centro del comune valdardese. L'uomo si era svegliato poco prima delle 4 del mattino, infastidito dalla presenza del grosso insetto. Ha preso una bottiglia di alcool e ha inseguito lo scarafaggio vicino a una parete, spruzzandogli il liquido infiammabile. Subito dopo il pensionato ha dato fuoco all'alcool, con il risultato che le fiamme hanno immediatamente avvolto parete in legno, frigorifero e altri mobili. L'uomo ha subito gridato aiuto, svegliando i vicini; le fiamme sono poi state domate dai vigili del fuoco, giunti da Fiorenzuola.

Orrore nel Brindisino - anziana malata a letto assalita dalle formiche


TORRE S. SUSANNA - 15 AGOSTO 2010 - Una scena da film dell’orrore è stata quella che si è presentata agli occhi dei soccorritori giunti tempestivamente nell’abitazione di un’anziana signora, ieri mattina nel centro di Torre Santa Susanna. La donna giaceva sul letto, completamente ricoperta di formiche «talmente tante - affermano gli infermieri - da non poterne distinguere le fattezze». Un fatto incredibile e senza precedenti che mette i piccoli insetti sotto una nuova, terribile luce.

Tutti ne conoscono l’invadenza, infatti, ma tanta aggressività lascia sbigottiti e richiama alla memoria le numerose pellicole della storia del cinema horror americano nelle quali le fantasie dei registi e degli sceneggiatori si sono scatenate, come “Assalto alla Terra”, “Furia bianca” e molti altri dove protagoniste sono proprio le formiche killer. Ma forse, proprio di formiche killer si può parlare in questo caso, anche perché, se i soccorsi non fossero stati rapidi ed efficaci, nel giro di poco tempo una brutta, terribile avventura si sarebbe potuta tramutare in una inspiegabile tragedia.

Questi i fatti. Nella mattina di ieri la badante che si occupa dell’anziana è entrata nella stanza della donna ultraottantenne, inferma da molti anni e affetta da morbo di Alzheimer in uno stadio molto avanzato, per cui del tutto dipendente dagli altri e ormai incapace di agire ed, eventualmente, difendersi anche se mentalmente cosciente. Come ogni mattina la badante avrebbe svolto le solite mansioni: lavare, nutrire la donna e controllare che tutto fosse in ordine. Ma la scena che si è presentata ai suoi occhi è stata, invece, agghiacciante e sconvolgente.

Centinaia di migliaia di formiche che avevano completamente invaso il letto e il corpo della malcapitata e, presumibilmente, se nessuno se ne fosse accorto, l’avrebbero portata alla morte.Terrorizzata la badante ha chiamato il 118 che è prontamente intervenuto. Gli operatori, scioccati da ciò cui stavano assistendo, per poter trasportare l’anziana presso l’ospedale più vicino hanno dovuto prima lavarla completamente per liberarla dalle numerose formiche che erano ovunque, riferiscono, erano penetrate sotto lenzuola e camicia da notte ricoprendo interamente il corpo dell’anziana e infilandosi persino sotto le palpebre; avevano, inoltre, creato lunghi corridoi verso le loro tane e imperversavano per tutta la stanza.

Sembra che mai prima di ieri ci fossero stati segni di un’invasione così consistente di formiche nell’abitazione e comunque mai nessuno avrebbe potuto immaginare che, nell’arco di una sola notte, sarebbe potuta accadere una cosa del genere.

L’anziana, intanto, inferma da molto tempo, è stata ricoverata presso l’ospedale di Mesagne, dove è stata sottoposta a numerosi esami e dove le sono state riscontrate un numero consistente di lesioni cutanee irritative e infette, per fortuna non gravi e guaribili in pochi giorni. Tuttavia, affermano i medici “è una fortuna che la signora non fosse allergica al morso della formica che molto spesso può dare reazioni anche gravi e mortali, soprattutto quando si parla di un numero così elevato di morsi”.



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