Le trappole luminose (ILT – Insect Light Traps) sono fondamentali per mantenere elevati standard igienici negli ambienti sensibili, poichè permettono di catturare efficacemente gli insetti volanti infestanti e consentono il monitoraggio costante dell’ambiente.
Lampade per la cattura e il monitoraggio di insetti: verso soluzioni energicamente più efficienti
Con il mercato che si orienta verso soluzioni energeticamente più efficienti, la fine di una deroga che produrrà i suoi effetti dal 2027, è molto importante comprendere differenze e caratteristiche delle lampade UV a neon fluorescente e quelle a LED UV, al fine di poter pianificare tempestivamente le risorse necessarie per conformarsi gradualmente alle nuove regole e compiere scelte sempre più consapevoli.
Secondo le disposizioni adottate dalla Commissione europea con la Direttiva delegata 2022/287/UE del 13 dicembre 2021, a modifica della Direttiva 2011/65/UE (RoHS) relativa alle deroghe temporanee inerenti all’utilizzo del mercurio in specifiche apparecchiature elettriche ed elettroniche, a decorrere dal 24 febbraio 2027 non sarà più consentita l’immissione sul mercato di lampade UV fluorescenti (neon) contenenti tale sostanza. Il divieto di commercializzazione delle lampade contenenti mercurio previsto dalla Direttiva 2022/287/UE rientra in una strategia più ampia finalizzata alla graduale eliminazione di tale sostanza dannosa dagli ambienti domestici, produttivi e pubblici, a favore di soluzioni più sicure, energeticamente efficienti e più agevoli da gestire in termini di smaltimento e riciclo.
Sarà comunque possibile continuare a utilizzare ed esaurire le scorte di lampade UV a neon fluorescenti e dei relativi tubi già acquistati, nel rispetto delle indicazioni tecniche vigenti inerenti alla loro sostituzione periodica, procedere all’adeguamento degli apparecchi mediante l’impiego di soluzioni a LED compatibili, oppure provvedere alla graduale sostituzione.
In Saluber abbiamo affrontato il tema partendo dalla prospettiva delle aziende, cercando di comprendere quali informazioni fossero davvero necessarie per effettuare scelte informate e sostenibili nel tempo, con l’intento di accompagnare le organizzazioni in un percorso di adeguamento normativo che non si limiti solo al rispetto degli obblighi, ma che tenga conto delle reali esigenze operative, tecniche ed economiche di ciascuna realtà.
Lampade LED UV o UV a neon fluorescente?
Il nostro punto di partenza, come sempre, è stato un approccio scientifico basato sull’osservazione, sulla formulazione di ipotesi di lavoro e sulla raccolta di dati misurabili e confrontabili, successivamente analizzati e interpretati. Per ottenere una valutazione il più possibile completa, abbiamo preso in esame diversi fattori, tra cui gli aspetti tecnologici dei dispositivi, le condizioni di temperatura e luminosità, l’influenza di posizionamenti non ottimali, le variabili ambientali, i benefici energetici, gli aspetti economici e, naturalmente, l’effettiva capacità di cattura degli insetti.
Dal punto di vista tecnologico, la principale differenza tra i LED UV e le lampade UV a neon fluorescente riguarda l’emissione dei raggi UV: in particolare, i LED UV emettono l’irradiazione in un angolo del fascio focalizzato, consentendo il puntamento preciso della luce, a condizione che il design ottico o meccanico sfrutti quella direzionalità, mentre le lampade a neon fluorescente emettono UV in tutte le direzioni, così da garantire un ampio spettro d’azione.
Il test è stato condotto internamente posizionando le due lampade rispettivamente ai due lati di un portone apribile presso la nostra sede, in un periodo di osservazione di 4 mesi. Quali le valutazioni effettuate?

La presenza di una fonte di calore lungo il percorso di volo dell’insetto può costituire un elemento attrattivo, contribuendo ad aumentare la probabilità di avvicinamento e cattura: per questo motivo, i LED avendo temperatura più mite, hanno una capacità attrattiva inferiore, che si denota soprattutto nei cambi stagione, ad esempio in autunno o in primavera, e in modo particolare in relazione alle cimici verdi.
Per quanto riguarda la luminosità come fonte attrattiva, le lampade UV LED e i tradizionali tubi fluorescenti presentano caratteristiche differenti che possono influenzarne il comportamento in campo. I LED UV emettono radiazioni prevalentemente nel range UV-A, tra circa 100 e 400 nm, quindi al di sotto della soglia della luce visibile: questa caratteristica li rende meno luminosi all’occhio umano, con il rischio che la loro efficacia venga percepita come inferiore, pur senza che ciò corrisponda necessariamente alle reali prestazioni. Allo stesso tempo, la ridotta emissione di luce visibile li rende una soluzione più discreta e meno impattante dal punto di vista estetico.
I tubi fluorescenti, invece, producono una quantità maggiore di luce visibile, consentendo una verifica immediata del corretto funzionamento del dispositivo; inoltre, la luminosità rappresenta un elemento attrattivo aggiuntivo per molti insetti volanti e può contribuire a migliorare la capacità di richiamo della lampada, soprattutto in ambienti caratterizzati da ostacoli visivi o da una significativa illuminazione di fondo. In queste condizioni, la maggiore intensità luminosa del fluorescente può favorire una migliore competizione con le altre sorgenti di luce presenti nell’ambiente.
Dal punto di vista ambientale, le lampade UV LED presentano un vantaggio significativo rispetto ai tradizionali tubi fluorescenti, poiché non contengono mercurio e non sono generalmente considerate rifiuti pericolosi. Questo comporta procedure di smaltimento più semplici e minori obblighi gestionali a fine vita. I tubi fluorescenti, invece, contengono mercurio, una sostanza classificata come pericolosa per l’ambiente e per la salute umana e richiedono modalità di raccolta e smaltimento dedicate, risultano più complessi da riciclare e vengono generalmente gestiti come rifiuti speciali.
Le lampade UV LED si distinguono per una maggiore efficienza energetica, con consumi che possono risultare fino al 70% inferiori rispetto ai tradizionali tubi fluorescenti. Inoltre, secondo le specifiche tecniche dei produttori, la loro vita utile può raggiungere i tre anni, contribuendo a ridurre la frequenza delle sostituzioni e i relativi costi di manutenzione. I tubi fluorescenti, pur rappresentando una tecnologia consolidata, sono caratterizzati da una progressiva riduzione dell’efficienza nel tempo. Come riportato nelle relative schede tecniche di prodotto, le prestazioni possono iniziare a diminuire già dopo alcuni mesi di utilizzo, motivo per cui viene generalmente raccomandata la sostituzione annuale per garantire il mantenimento di adeguati livelli di attrattività e di efficacia nel monitoraggio degli insetti alati.

UV LED e UV neon: quali valutazioni da fare?
In quanto alla capacità di cattura, le prestazioni delle lampade UV LED risultano generalmente comparabili a quelle dei tradizionali tubi fluorescenti quando i dispositivi sono installati correttamente e in posizioni aperte, prive di particolari interferenze. Le prove effettuate hanno evidenziato buoni risultati soprattutto durante il periodo estivo, con livelli di cattura in linea con quelli ottenuti dalle lampade fluorescenti già nei primi giorni successivi all’installazione.
I tubi fluorescenti, tuttavia, possono mantenere alcuni vantaggi in specifiche condizioni operative: la maggiore luminosità emessa e il lieve effetto termico prodotto dalla sorgente luminosa possono infatti favorire l’attrazione degli insetti volanti in presenza di competizione luminosa, durante i periodi più freschi dell’anno o in situazioni in cui il posizionamento della lampada non risulti ottimale. In questi contesti, la tecnologia fluorescente può ancora offrire prestazioni particolarmente efficaci nel richiamo degli insetti.
L’introduzione della tecnologia LED nei sistemi di monitoraggio degli insetti alati comporta spesso un processo di adattamento delle apparecchiature esistenti, in quanto non tutti i dispositivi sono nativamente progettati per questa tipologia di sorgente luminosa. In molti casi è possibile ricorrere a soluzioni compatibili che consentono la sostituzione dei tubi fluorescenti con moduli LED, mantenendo l’involucro e la struttura originaria della lampada.
Tuttavia, è importante sottolineare che le prestazioni di tali soluzioni di retrofit non sempre risultano sovrapponibili a quelle dei sistemi LED progettati specificamente: le configurazioni native, infatti, permettono di ottimizzare emissione luminosa, distribuzione dello spettro e geometria del dispositivo, con conseguenti benefici in termini di efficienza complessiva e capacità di cattura. Per questo motivo, la scelta tra adattamento e sostituzione completa dell’impianto deve essere valutata caso per caso, tenendo conto delle condizioni operative, degli obiettivi di monitoraggio e delle risorse disponibili.
In attesa dell’uniformazione normativa e dell’entrata in vigore dei cambiamenti previsti, ogni azienda è chiamata a valutare attentamente il proprio contesto operativo, le risorse economiche disponibili e gli obiettivi che intende perseguire nel medio e lungo periodo. La scelta tra le diverse tecnologie non può infatti basarsi su un unico parametro, ma deve tenere conto di molteplici aspetti, tra cui l’efficacia di cattura, l’efficienza energetica, i costi di gestione, gli obblighi di smaltimento e le strategie di sostenibilità aziendale.
Monitoraggio degli insetti alati: cosa controlliamo e come lo facciamo
In questo scenario non esiste una soluzione universalmente valida: la decisione più appropriata sarà quella maggiormente coerente con le specifiche esigenze, le priorità e le capacità organizzative di ciascuna realtà produttiva.
