Il controllo delle merci in ingresso è una vera e propria procedura di prerequisito nei sistemi di sicurezza alimentare e non una semplice ispezione visiva; comprende la verifica documentale, il controllo del mezzo di trasporto, l’ispezione di imballi e pallet e la ricerca attiva di segni di infestazione. L’esito determina accettazione, quarantena o rifiuto del materiale, con registrazione delle non conformità e tracciabilità.
In ottica audit (BRCGS, IFS, ISO 22000) sono centrali la formalizzazione delle procedure, la loro applicazione e la formazione del personale, secondo un approccio basato sul controllo del rischio.
Quali elementi verificare?
Gli imballaggi
Gli imballaggi rappresentano un primo punto critico: cartone, legno e film plastici possono veicolare infestanti o offrire condizioni favorevoli al loro sviluppo. Il controllo si concentra su integrità, assenza di danni, umidità e segni indiretti di contaminazione, con eventuali misure più restrittive in contesti certificati.
Le merci e i semilavorati
Anche le merci e i semilavorati costituiscono un vettore primario di rischio: nei prodotti secchi possono essere presenti infestazioni già attive o stadi latenti non immediatamente visibili. Nei semilavorati e nei prodotti ad alta attività organica il rischio è legato sia a contaminazioni pregresse sia all’elevata attrattività per infestanti.
La prevenzione non si esaurisce con il controllo in ingresso. La gestione dei rifiuti è determinante nel ridurre le fonti attrattive e richiede rimozione frequente, contenimento adeguato e tempi di permanenza ridotti negli ambienti produttivi. Il pest proofing, invece, agisce sul piano strutturale, attraverso la chiusura dei punti di accesso e la manutenzione degli edifici, limitando l’ingresso e la permanenza degli infestanti.
