Una strategia risolutiva? Pensala innovativa

La mosca screwworm è un parassita dei mammiferi che causa gravi lesioni ed infezioni: negli
Stati Uniti, tra il 1950 e 1960, generava perdite enormi negli allevamenti.

Venne introdotta la Sterile Insect Technique: mediante l’allevamento e il rilascio di milioni di
esemplari maschi sterili, si impediva di fatto la deposizione di uova fertili.

La mosca screwworm venne presto eradicata in gran parte degli Stati Uniti e fu uno dei primi
casi di successo globale di controllo biologico e precursore della prevenzione integrata.

L’impatto della mosca screwworm sugli allevamenti

Nel corso del XX secolo la Cochliomyia hominivorax, la mosca screwworm, divenne una grave minaccia per l’allevamento americano, provocando enormi perdite economiche dovute alla morte e al deperimento del bestiame. Negli anni ’30 e ’40, gli Stati Uniti stimavano danni per centinaia di milioni di dollari l’anno, poiché bovini, cavalli, pecore, suini e perfino animali selvatici venivano infestati dalle sue larve. La femmina adulta depone fino a 400 uova in ferite o cavità naturali, da cui le larve si schiudono in meno di 12 ore penetrando e consumando il tessuto vivo. Dopo 4–8 giorni si impupano nel terreno, dando origine a nuove mosche adulte pronte a infestare altri ospiti.

In alcuni casi, anche l’essere umano poteva essere colpito: le larve si sviluppavano su ferite o cavità naturali come orecchie, occhi o naso, causando lesioni profonde e necrosi dei tessuti vivi.

La svolta con la SIT, Sterile Insect Technique

Negli anni ’50 gli entomologi Edward Knipling e Raymond Bushland dell’USDA, il Dipartimento dell’Agricoltura Americano, svilupparono una strategia rivoluzionaria per controllare la mosca screwworm: scoprirono che irraggiando con raggi gamma o raggi X i maschi adulti, questi diventavano sterili ma rimanevano capaci di accoppiarsi. Liberando milioni di maschi sterili nell’ambiente, le femmine, che si accoppiano una sola volta nella vita, non producevano più larve vitali e, nel giro di pochi cicli generazionali, la popolazione collassava completamente.

Questa tecnica, chiamata Sterile Insect Technique (SIT), fu testata per la prima volta nel 1954 a Curaçao e poi nel 1957 in Florida, ottenendo un successo totale. Grazie alla SIT, la screwworm fu eradicata dagli Stati Uniti e da gran parte dell’America Centrale e oggi, il programma, continua a mantenere una barriera biologica per prevenire reinfestazioni.

In generale, gli allevamenti si trovano da sempre a fronteggiare il problema delle mosche: questi insetti trovano nel materiale organico l’habitat ideale per riprodursi. Le infestazioni di mosche negli allevamenti di bovini da latte è un tema che attiene alla biosicurezza dei capi di bestiame e alla qualità del prodotto. Scopri di più.

Parassita o parassitoide? La differenza

La mosca screwworm è un parassita obbligato, poiché le sue larve si sviluppano esclusivamente su tessuti vivi di animali a sangue caldo, ospiti viventi, nutrendosene per completare il proprio ciclo vitale. A differenza dei parassitoidi, che uccidono sempre l’ospite, la screwworm può causarne la morte, ma questa non è necessaria al completamento del suo ciclo vitale. Questo comportamento la rende uno dei parassiti più dannosi per gli animali domestici e selvatici delle regioni tropicali e subtropicali.

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