Il cuore della gestione integrata? Il monitoraggio
La presenza anomala di cicloni nel 2018 e 2019 aveva innalzato l’umidità nel deserto e
permesso alle locuste di moltiplicarsi per più generazioni, creando sciami enormi.
Tra il 2019 e il 2021, le locuste hanno distrutto i raccolti in Kenya, Somalia ed Etiopia e si sono
poi estese ad Uganda e Sud Sudan, minacciando seriamente la sicurezza alimentare della
regione.
La cooperazione internazionale ha combinato l’utilizzo di pesticidi chimici e biopesticidi con
droni, radar e satelliti per monitorare e contenere gli sciami, minimizzando l’impatto su
persone, animali, colture.
Le migrazioni di locuste nell’Africa orientale
Negli ultimi anni l’Africa orientale ha registrato precipitazioni insolitamente elevate, inondazioni e stagioni umide prolungate che hanno creato habitat ideali per la riproduzione massiva della locusta: le femmine hanno potuto deporre le uova in suoli umidi e ben vegetati, e i numerosi giorni di vegetazione rigogliosa hanno offerto abbondante cibo. Inoltre, i cicloni che hanno interessato la Penisola Arabica e il Golfo di Oman nel 2018‑2019 hanno generato intense piogge sulle coste orientali africane, permettendo diverse generazioni consecutive di locuste e dando origine a sciami migratori verso Kenya, Somalia ed Etiopia. Questa combinazione di fattori climatici, suolo fertile e ridotta capacità locale di reazione ha favorito un’insediamento massivo della locusta.

Monitoraggio e tecnologie avanzate per contenere l’infestazione
La FAO ha coordinato un piano regionale che ha coinvolto i governi di Kenya, Somalia ed Etiopia, insieme a organizzazioni internazionali, donatori e comunità locali. Si è provveduto al rafforzamento della sorveglianza e del monitoraggio transfrontaliero, per individuare precocemente i focolai e i movimenti degli sciami, proceduto ad implementare la lotta integrata, ovvero combinazione di interventi aerei, come spruzzature su larga scala, interventi terrestri e misure di supporto alle comunità colpite, quali il recupero delle colture e dei pascoli. La collaborazione e condivisione dati tra paesi e attori internazionali, con finanziamenti urgenti per l’acquisto di pesticidi, elicotteri, aerei, veicoli specializzati, e formazione delle squadre locali, ha permesso di gestire il problema.
La lotta contro le locuste ha adottato approcci sempre più moderni e tecnologici per fronteggiare le infestazioni. Si è fatto ricorso a osservazioni satellitari e all’uso di dati ambientali, come l’ umidità del suolo, vegetazione e precipitazioni, per prevedere con anticipo le aree più propizie alla deposizione delle uova e alla schiusa. È stato sviluppato un sistema di sorveglianza digitale, adattando strumenti inizialmente pensati per il monitoraggio della fauna selvatica, affinché si potessero coordinare interventi aerei e terrestri contro le locuste. Grazie a piattaforme geolocalizzate e applicazioni mobili, è staro possibile organizzare spruzzature e interventi di disinfestazione in modo mirato e rapido, riducendo la diffusione degli sciami e contenendo i danni.
Locuste, problema risolto?
La crisi da locuste continua a interessare alcune regioni dell’Africa, soprattutto nel Sahel e nel Nord Africa, dove sono stati segnalati gruppi di locuste adulte, bande di giovani insetti e nuove aree di riproduzione. Tuttavia, grazie al lavoro di monitoraggio intensificato e alle operazioni di controllo, aeree e di terra, l’allarme per sciami su larga scala sembra essere per ora contenuto, anche se permangono zone a rischio. In parallelo, la ricerca si sta muovendo verso tecnologie ancora più avanzate: studi recenti esaminano l’uso di radar meteo Doppler per tracciare gli sciami in tempo reale e di modelli di intelligenza artificiale basati su machine learning per mappare e prevedere le zone a rischio infestazione.
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